lunedì 11 febbraio 2013

Sturmtruppen


Questo film del 1976, diretto da Salvatore Samperi, a mio avviso non è un granché: non ha una trama e sono una serie di gag messe una dietro l’altra, alcune divertenti altre meno ma proprio la mancanza di una trama rende il film un po’ palloso. Insomma, nel complesso gli si può dare la sufficienza ma non di più! Comunque vi riporto quello che dicono Pozzetto e Massimo Boldi quando si trovano dinanzi a delle rovine:

Boldi: “Che disastro! Ma come faranno questi poveretti?”
Pozzetto: “Eh, si ricomincerà da capo. Tende, baracche, roulotte, aumenterà la benzina, aumenteranno le tasse…”
Boldi: “E poi?”
Pozzetto:  “E poi basta. Resta tutto così.

Sbaglio o questa frase è un pelino attuale?

Strumtruppen

Ps Di Salvatore Samperi, famoso per il film "Malizia", tra i suoi film gradisco "Nenè" del 1977. Inoltre, è il regista della prima stagione della fiction "L'onore e il rispetto". 

venerdì 25 gennaio 2013

Romanzo Criminale - La Serie


Regia: Stefano Sollima
Attori: Francesco Montanari, Alessandro Roja, Vinicio Marchioni, Patrizia Virgilio, Marco Bocci, Andrea Sartoretti, Massimo De Francovich
Anno: 2008 (prima stagione) 2010 (seconda stagione)
Sceneggiatori: Leonardo Valenti, Barbara Petronio, Daniele Cesarano

Romanzo Criminale - La Serie
Dopo aver visto il film, e dopo aver intravisto una sera la prima puntata della prima serie di Romanzo Criminale su Iris, nacque in me la curiosità di guardare la versione televisiva. E le prime sensazioni positive che avevo avuto furono confermate.
C’è qualche (ovvia) differenza con il film: la trama è probabilmente più vicina alla realtà (per esempio probabilmente le bande erano due e successivamente si sono fuse in una), attori più affini ai personaggi realmente esistiti. Tutti i personaggi vengono caratterizzati in modo equo: ovviamente questo nel film non poteva farsi, anche perché nel film gli obiettivi erano altri. Nella prima serie tutti i personaggi svolgono un ruolo fondamentale, ma su tutti svetta il personaggio cardine del Libanese, vero perno di tutta la banda.
La prima cosa che balzava agli occhi all’epoca della serie (2008 -2010) era che gli attori non erano famosi, provenienti dal teatro (chi ha preso il diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico a Roma, chi dal Centro Sperimentale di cinematografia, chi ha collaborato con Ronconi, e chi più ne ha più ne metta). E io ho pensato: “Finalmente qui in Italia c’è un barlume, una fiaccola di meritocrazia”. Questa serie si concentra sui personaggi, sulla loro vita, che da nessuno diventarono una banda organizzata che governava tutta Roma. Ma alla fine anche loro diventarono burattini, manovrati da servizi segreti e stato: quindi la loro ascesa e il loro declino nella serie viene gustato a pieno. Nella serie siamo proprio dentro la testa dei protagonisti, ragioniamo come loro (durante la visione delle puntate) e tifiamo per loro. Siamo immersi in quell’atmosfera, fumosa, intorno ai tavoli da biliardo.
Bravi gli attori e brava l’interprete di Patrizia, Daniela Virgilio; fa  sempre piacere vedere una bella  donna con le parti intime non totalmente depilate.
La regia è stata affidata al bravo Stefano Sollima (figlio di Sollima, regista anni 70, anche lui autore di qualche poliziesco), che dirige sapientemente dei giovani attori ma già maturi; dialoghi ben recitati con il giusto tono, romanesco e con la giusta dizione di chi arriva dal teatro. Due stagioni: la prima di dodici puntate, la seconda di dieci. Forse la prima è superiore alla seconda. Belli gli ultimi minuti dell’ultima puntata sulle note di “Liberi ... liberi” di Vasco Rossi, e sempre in ambito musicale, non poteva mancare quello che è in un certo senso l’inno di questa serie ovvero “Tutto il resto è noia” di Franco Califano.
Per concludere, uno dei miei personaggi preferiti è il Bufalo, perché in un certo senso onesto e coerente. Qual'è il vostro?

sabato 12 gennaio 2013

Arrivederci, Mariangela Melato!


Una grande donna del cinema e teatro italiano ci ha lasciato, un’attrice che ha segnato in particolare il cinema anni 70 con alcuni film della Wertmuller, De Sica, Petri, Comencini etc. etc. Non ho visto parecchi suoi film (difatti degli anni 80 non ho visto proprio nulla) ma bastano pochi suoi film per rendersi conto della sua bravura, della sua ecletticità. Di quello che ho visto, mi è piaciuto assai “Il gatto” diretto da Luigi Comencini, film per il quale sia lei che Tognazzi ricevettero il David di Donatello e “La poliziotta” diretto dal mitico Steno.
Nel giorno della sua scomparsa, Raitre l’ha voluta ricordare con un film particolare e interessante, uno dei primi polizieschi, “La polizia ringrazia” sempre del grande Steno (uno dei pochi film drammatici del regista romano), nobilitata da un grande cast (Maria Salerno, Mario Adorf e Franco Fabrizi) quei film che danno una volta ogni dieci anni e ti chiedi: “Ma perché lo danno poche volte? Cos’ha che non va?”.
Rip cara Mariangela!  

Mariangela Melato

lunedì 24 dicembre 2012

Buone Festeeee!!!!


Ogni tanto ho l'ispirazione per fare qualche lavoretto di fantasia riguardanti film. Essendo in periodo natalizio, ho voluto fare gli auguri, attraverso un film che mi piace assai, in modo particolare e comico. Perché il film in questione ha dei momenti comici che lo rendono  peculiare nel suo genere ovvero Predator
Per i fan di Arnold Schwarzenegger e del film (diretto da John McTiernan), le foto sulle quali ho creato queste semplici vignette sono note.  La scena in cui Dutch/Arnold urla con la torcia, di fronte al lago illuminato dalla luna piena, è pura leggenda. 
Buone feste! 

Predator

giovedì 20 dicembre 2012

Romanzo Criminale


Regia: Michele Placido
Anno: 2005
Attori: Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Stefano Accorsi, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Anna Mouglalis

Scamarcio - Favino - Trinca - Mouglalis - Santamaria - Rossi Stuart - Accorsi
Michele Placido è un attore e regista che conosce bene il cinema anni 70, il cinema di denuncia. E la storia italiana travagliata dalle varie lotte e omicidi di quel periodo. Lui stesso ha lavorato in alcuni film anni 70 e negli anni 80 con uno dei registi più bravi nel cinema di denuncia come Damiano Damiani nel film Pizza Connection e la serie tv La Piovra e anche con Carlo Lizzani. Romanzo Criminale è tratto dall’omonimo libro di Giancarlo De Cataldo, uscito nel 2002, ispirato alle vicende della banda della Magliana. Fin dai primi minuti si nota la mano esperta di Placido, in alcune riprese, frutto di anni di esperienze.
Credo che lo scopo del film sia quello di far notare, attraverso la prospettiva di una banda, la storia italiana piena di buchi e di misteri che ci sono riguardo a molti omicidi e stragi ancora senza un nome e un perché. Il tutto nell’arco di due ore e mezza circa di durata con conseguente non ottima caratterizzazione dei vari personaggi (a parte quella dei protagonisti Libanese, Dandi e Freddo, per tutti gli altri personaggi si rimanda all’ottima serie televisiva). Questo perché si voleva mettere in evidenza la nostra strana triste storia quasi senza senso, in parallelo alla vita dei criminali, che volevano semplicemente conquistare Roma e che invece vengono a loro volta trattati da burattini da forze misteriose e in un certo senso sono loro a fare da sfondo alla storia del film ovvero agli anni difficili a cavallo tra gli anni 70 e 80. Come in un film noir, i protagonisti della banda sono in un certo senso umani, e con qualcosa di romantico. Bella la fotografia di alcune scene girate di notte, dando il giusto tocco di atmosfera al film, coadiuvata da una colonna sonora bella e cupa e con i giusti accompagnamenti musicali.
Qualcuno parla di film all’americana? Forse non conosce per nulla il cinema italiano anni 70. Questo è un film italiano! Per concludere, aggiungo che questa mia umile recensione riguarda il film uscito nei cinema. Quindi la versione originale, non tagliata, suppongo che sia anche superiore o meglio più completa.    

sabato 8 dicembre 2012

Skyfall - 007


Regia: Sam Mendes
Attori: Daniel Craig, Judi Dench, Ralph Fiennes, Javier Bardem
Anno: 2012
Musica: Thomas Newman, tema musicale di Adele
Sceneggiatura: John Logan, Neal Purvis, Robert Wade
Fotografia: Roger Deakins


Daniel Craig - SkyfallL’ultimo capitolo della infinita saga di 007, a 50 anni dal primo “Licenza di uccidere”, vede per la prima volta alla regia Sam Mendes e Daniel Craig nei panni dell’agente 007 per la terza volta. Il risultato è felice: Mendes si rivela un regista abile nel girare alcune scene d’azione, imbastendo la giusta tensione in alcuni momenti topici. Come suo solito, dirige bene gli attori (oserei dire un Luigi Comencini inglese, dei giorni nostri ovviamente, con le dovute differenze), dando il giusto spazio ai vari personaggi.
Con questo 23° film (“Mai dire mai” non rientra nei 23 film perché non fu prodotto da Albert Broccoli) che cade nel 50° anno, si è voluto in un certo senso riavviare, resettare il personaggio, ripartire da zero. Lo dice la parola stessa: Skyfall, un po’ come dire dalle stelle alle stalle. E’ un film di transizione, un eventuale ponte tra il passato e il presente, con il domandone: riuscirà il nostro agente 007 a resistere all’usura del tempo per i prossimi 50 anni? E difatti è un film che ha dei simpatici omaggi ad alcuni film precedenti di questa saga: nei confronti dei film con Roger Moore vi sono le battute “Solo per i suoi occhi” e “Sono un bersaglio mobile” e la scena di lotta girata a Macao omaggia la scena dei coccodrilli di “Live and Let die”, mentre verso il finale non poteva non comparire la mitica Aston Martin con paesaggi molto suggestivi che ricordano i primi film di Sean Connery, in particolare “Missione Goldfinger”. Il tutto miscelato con le tecnologie odierne, alle quali 007 si dovrà abituare e adattare lungo tutto il film.
Merita una nota di merito Javier Bardem eccezionale nella sua interpretazione, un folle e allo stesso tempo personaggio geniale, un vero e proprio rivale di 007. Bello il tema musicale di Adele, che richiama musiche dei vecchi film anni 60-70 melodiche e solenni. Bravo Craig, nel suo essere freddo ma con un leggero pizzico di stile ironico alla Roger Moore, nel punto di massimo pathos che è a 3/4 del film (a mio avviso, ovviamente). Ottima la fotografia di Roger Deakins, in particolare bello il color plumbeo che circonda le valli scozzesi.
In conclusione, se siete fan di 007, consiglio di vedervi questo bel capitolo della saga che potrebbe aprire una serie interessante di film, e perché no, magari sempre diretta dal bravo Sam Mendes.  

Daniel Craig - Aston Martin - Judi Dench

domenica 2 dicembre 2012

Trash: secondo atto!


Tutta da scoprire
Un anno fa iniziai lo studio personale del cinema italiano anni 70 e anni 80. E scrissi un post sul trash (eccolo qui, post precedente a questo); già in quel periodo stavo capendo/intuendo che il periodo trash riguardava soprattutto gli anni 77-82. Anche prima nel periodo 75-76 c’era stato qualche barlume di trash.
Ecco alcuni film che ho visto nel periodo successivo: “La dottoressa sotto il lenzuolo” (film del 1976), “Dove vai se il vizietto non ce l’hai” (forse uno dei picchi del trash) “Voglia di Donna”, “L’insegnate balla….con tutta la classe”, “Pierino contro tutti”, “Pierino medico della Saub” (pensavo peggio, tutto sommato non tanto trash), “Pierino colpisce ancora”, “Tutta da scoprire” (uno dei vertici del trash), “La dottoressa preferisce i marinai”, “Il marito in vacanza”, “W la foca” (forse il film più trash della storia), “Biancaneve e Co.”, “Il sommergibile più pazzo del mondo”, “Una vacanza del cactus” (non particolarmente trash). Ovviamente ho visto tutta la serie di Nico Giraldi/Tomas Milian ovvero la serie delle squadre e dei delitti, ma farli rientrare nel genere trash mi pare eccessivo.
Dopo un anno e mezzo di visioni del cinema italiano di quel periodo, la sensazione che avevo si è rivelata esatta: il trash è stata una degenerazione della commedia erotica all’italiana. Ovvero un qualcosa che non era affatto volgare si trasformò in qualcosa di eccessivo. Film come “La liceale” o “L’Infermiera” non sono trash, poi ci furono i “seguiti” che furono trash. O anche “Giovannona Coscialunga disonorata con onore” o “La schiava io ce l’ho e tu no” non sono trash. E tutto questo fa confusione nella testa del cinefilo poco galileiano, che se guarda determinati film, arriva a vederli con pregiudizio e di conseguenza anche controvoglia. Direi con matematica certezza che il picco del trash fu tra l’80 e l’82.
In mezzo a tutti questi film mi son imbattuto in altri film e ho iniziato a fare una lista dei miei film preferiti anni 70 italiani dove spazio in ogni genere (da “Milano Calibro 9 a “Lo Scopone Scientifico”, da “Sessomatto” a “Non si sevizia un paperino”). Prima o poi la metterò in mostra anche qui su blogspot, dato che è in continuo aggiornamento. 

W la foca