domenica 3 settembre 2023

Rodolfo Sonego - il cervello di Alberto Sordi di Tatti Sanguinetti

Gli sceneggiatori, a mio avviso, (forse sbaglierò!) non sono particolarmente famosi, vivono buona parte della loro vita “dietro le quinte”. Eppure ci sono, senza di loro gran parte della storia del cinema non esisterebbe. Rodolfo Sonego è uno di questi (come Amidei, Age e Scarpelli e altri). Tatti Sanguineti intervista più volte Sonego e ne fa un libro ricco di aneddoti, imperdibile per chi è appassionato di cinema italiano che va dagli anni 50 ai 70. Protagonisti di questo bel libro, sono Il Sonego e Alberto Sordi, il loro rapporto, nato nel 1954.

Il libro è strutturato in vari capitoli: biografia del Sonego, descrizioni fatte dal Sonego degli attori, registi e produttori, schiette e sincere (mitico quello che scrive sul Visconti in particolare riguardo al Gattopardo), Film realizzati, film non accreditati, film non realizzati (per quanto mi riguarda la parte meno interessante e anche un po’ noiosa ma questa è la prima lettura) e appendice finale.

Come ormai da esperienza personale riguardo a letture cinematografiche, tali libri vanno letti se almeno si è visto buona parte della filmografia del Sonego e del Sordi, insomma almeno “Lo scopone scientifico” e almeno un film non accreditato ovvero “Il sorpasso”. I racconti del Sonego sono un patrimonio incredibile su come nascevano i film, talvolta dal nulla! In tal senso, divertente come è nato uno degli episodi del film "Quelle strane occasioni".  


Come ho già detto schietto e sincero, Sonego critica alcuni film in modo “sbagliato” perché non fatti come lui li aveva progettati come nel caso del “Gatto” di Comencini. Ovviamente ognuno ha  i suoi gusti e i suoi punti di vista. 


Ps questo è un libro che ho comprato appena uscito e letto immediatamente nel maggio del 2015, ma che pubblico soltanto ora perché sono stati anni di transizione.

mercoledì 12 luglio 2023

Cinema Speculation di Quentin Tarantino

Ho preso questo libro perché mi piacciono i film del regista italo americano e per la sua passione nei confronti del cinema italiano anni 70. Ma in libreria avevo già la sensazione che di cinema italiano nel libro non ce ne fosse manco l'ombra. O quasi. E difatti è così.

Il libro è sostanzialmente una biografia del grande cineasta riguardante il suo periodo di tarda infanzia e tutta la sua adolescenza; per darvi un'idea stiamo parlando del periodo 1971-1981. Nel capitolo introduttivo vengono citati tutti i film visti con la madre, con l'amica della madre  verso la fine degli anni 60 passando poi per il Carson Twin un cinema dove la stragrande maggioranza del pubblico era composta di neri e dove lì vide i film di blaxploitation come Coffy e Foxy Brown.

Il libro successivamente affronta in modo approfondito alcuni film del cinema americano. Il primo è Bullitt di Peter Yates. Ecco questo film l'avrò visto una decina di anni fa e si mi era piaciuto ma francamente della trama non c'avevo capito un granché. E Tarantino, anche attraverso aneddoti, spiega che il film si basa più sugli atteggiamenti del protagonista che sulla trama (insomma la trama è in secondo piano!). Cita altri film del cineasta inglese ma non Murphy's War con Peter O'Toole (alla fine del libro si scopre pure che era uno degli attori preferiti dal conoscente-amico Floyd).

Il libro è interessante perché confronta i film con i romanzi da cui sono tratti in modo approfondito oppure ne critica la sceneggiatura sempre argomentando e ne racconta gli aneddoti su come una sceneggiatura nasca e addirittura venga modificata da altri sceneggiatori (come nel caso di Rolling Thunder).

Ed è stimolante perché a seconda della nostra cultura cinematografica personale e nel mio caso italiana lui ci racconta le sue emozioni vissute guardando alcuni film da americano. Ad esempio io con Taxi Driver non riesco ad avere un buon feeling. Lui lo ha visto al cinema (ed era l'unico bianco) e racconta di quanto ha riso nella prima parte (e anche il pubblico rideva tanto). Per me, nonostante sia un film girato bene, lo trovo lento in alcuni punti e rischio di addormentarmi. E non rido mentre lo vedo.

Per concludere vi do i consigli per affrontare al meglio questo libro. I film citati sono tantissimi e alcuni capitoli sono dedicati a vari film. Alcuni capitoli sono “lunghetti”, altri sono relativamente corti. Io stesso ho letto il capitolo su Daisy Miller ma il film non l'ho visto (e chissà quando lo vedrò), ma per fortuna il capitolo è breve. Il consiglio che vi do è di guardarvi Getaway!, Un tranquillo weekend di Paura, L'ispettore Callaghan il caso Scorpio è tuo, Le due sorelle di Brian de Palma, Taxi Driver, Rolling Thunder, Taverna Paradiso di Sylvester Stallone, HardCore di Paul Schrader e Fuga da Alcatraz di Don Siegel. Ovviamente, dovete aver visto alcuni film di Hitchcock, dato che è il maestro che ha influenzato nella prima parte di carriera Brian de Palma, se volete assaporarvi nel miglior modo possibile questo libro. 

Tornando a inizio post, per quanto riguarda il cinema italiano sostanzialmente lui cita e dedica qualche riga all'Uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento perché probabilmente ha influenzato in parte Le due sorelle di Brian de Palma. Come già detto questo libro riguarda il suo periodo anni 70. Da americano. E non lavorava ancora nel negozio di noleggio...

C'è solo una cosa che non mi è piaciuta... Afferma che il remake, Il salario della paura è nettamente superiore a Vite Vendute. No dai non esageriamo, va bene che gli anni 70 erano fighi ma non esageriamo :)

mercoledì 28 giugno 2023

Ciao Francesco!

 Fondamentalmente uno dei miei film del cuore è OcchioPinocchio.

Lo vidi tranquillamente in seconda serata, in virtù del fatto che il giorno dopo non andavo a scuola perché c'era assemblea.
L'indomani mattina mi feci la doccia e pensai: "Però, il film mi è piaciuto!".
A quel film ci sono affezionato perché fu il primo film che vidi senza sapere nulla. Nulla. Solo la durata. Quindi non avevo nessuna aspettativa riguardo alle caratteristiche ovvero se il film fosse comico, drammatico, un po' tutte e due. Non conoscevo la trama, nemmeno gli attori, a parte l'attore principale e il regista (che in questo caso coincidono). Ne avevo sentito parlare male, di un flop bestiale e che il prodotto fosse poco riuscito. Invece le sensazioni durante la visione non furono negative. Mi trovavo di fronte ad un prodotto diverso dal solito. E per anni mi son sentito un po' idiota, uno dei pochi ai quali era piaciuto il film. Il film difatti è girato bene (perché era un bravo regista), e io l'ho interpretato in un certo modo nei vari anni di riflessione...Credo che quel film rappresenti tutte le paure, le fragilità di una persona nel passare dall'adolescenza all'età adulta. Il confine tra problemi cognitivi e problemi psicologici talvolta è indecifrabile. A quell'epoca molti si aspettavano un film comico, e invece a mio avviso ne venne fuori un lavoro originale. Non so quanto abbia inciso il taglio di 52 minuti sull'esito finale, di certo ha lasciato qualche strascico a livello economico che ha incrinato la carriera di Nuti..
Buon viaggio Francesco!

domenica 19 febbraio 2023

Corsi e ricorsi storici "cinematografici"

 L'anno scorso dopo che avevo intravisto vari spezzoni in tv e famosi spezzoni doppiati in rete in maniera comica, ho finalmente visto "Gli ultimi giorni - La caduta di Hitler" del 2004. Il film mi piacque per  l'ottima interpretazione di attori in stato di grazia, scelti in modo consapevole e il buon ritmo dello scorrere degli eventi. Bruno Ganz è perfetto nella parte di Hitler, con i suoi slanci nevrotici nei confronti dei suoi soldati e allo stesso tempo tenero/affettuoso (oggi si direbbe empatico) nei loro confronti e verso la sua segretaria. 

Perché parlo di corsi e ricorsi storici? Casualmente nell'estate scorsa rivedendo alcuni sprazzi del film "I ragazzi venuti dal Brasile" del 1978 ad un certo punto rimango sorpreso della presenza di Bruno Ganz nei panni di un bravo medico che spiega la clonazione al ricercatore di nazisti interpretato dal grande Laurence Olivier. In questi ultimi anni ho visto svariati film del grande Bruno Ganz (Pane e Tulipani, L'amico americano, Nosferatu, Il cielo sopra Berlino) ma quando vidi per la prima volta il film di Schaffner vent'anni fa non sapevo chi fosse l'attore svizzero. Inoltre stiamo parlando di una sola scena, quindi è chiaro che col passare del tempo mi son dimenticato della sua comparsa in quel film. Il mio stupore riguarda il fatto che entrambi i film abbiano lo stesso tema ossia il nazismo. E che l'attore svizzero sia in entrambi i film ma in ruoli opposti. 

Bruno Ganz in "I ragazzi venuti dal Brasile"

Insomma consiglio la visione dei due film, soprattutto alle nuove generazioni che potrebbero aver visto soltanto il più recente. 

Ganz in "La caduta-gli ultimi giorni di Hitler"


sabato 21 gennaio 2023

Star Wars 3- La vendetta dei Sith

 E' un film al quale sono affezionato. Nel 2008 comprai la parabola e potevo vedere canali stranieri, in particolare da quello che ricordo canali tedeschi, polacchi e arabi. Proprio in un canale arabo vidi questo film e ogni mezz'ora c'era un commentatore arabo che analizzava il film (ovviamente parlava in arabo e non capivo nulla a parte quando diceva Obi-WanKenobi o nomi di altri personaggi). Il film veniva dato in lingua originale e non capivo molto ma ascoltare gli attori in lingua originale ha un altro sapore.

Siamo al terzo episodio della trilogia prequel e nei precedenti episodi le caratterizzazioni dei personaggi erano state fatte. Più o meno. Inoltre avendo visto i 3 episodi della prima trilogia sappiamo già come andrà a finire. E in questo terzo episodio George Lucas va dritto al sodo: c'è spazio per azione e dialoghi di chiaro studio psicologico. Quello che colpisce maggiormente è l'introspezione psicologica che c'è dietro, il gran lavoro nei dialoghi che porta il talentuoso Jedi Anakin Skywalker verso un imbuto luciferino per diventare il personaggio dark ovvero Darth Vader e una critica al popolo che si lascia “affascinare” dalla dittatura.

Ma ho scoperto da poco che non c'era solo questo. Son sempre stato affascinato dalla lotta finale tra Obi-WanKenobi e Anakin in quel pianeta, pieno di vulcani esplosivi, bello infuocato e rosso! Ecco, la cura dettagliata dei colori non è fine a se stessa come potrebbe apparire in un primo momento. La scelta dei colori non è stata casuale ma funzionale all'evoluzione della trama. Non è un caso che la lotta finale avvenga nei pressi di un vulcano: il rosso significa amore-passione (l'amore tra Anakin e la principessa Padmé Amidala; a proposito, forse non centra nulla, l'amigdala è il centro delle passioni nel nostro cervello*) ma nella lotta tra il maestro e l'allievo significa la rabbia, la violenza. Quella è l'ultima volta in cui Anakin usa la spada laser di colore blu come il suo maestro, colore che indica saggezza, lealtà, sincerità. L'imperatore Palpatine, già al lato oscuro,

L'imperatore Palpatine

usa una spada laser di color rosso e di contrappunto Mastro Yoda usa quella verde simbolo dell'armonia e dell'equilibrio. E' chiaro che nel 2005 rispetto agli esordi, ovvero il 1977, c'è stato un maggior studio sul lato estetico.

 

Mace Windu versus Palpatine

E questo utilizzo dei colori 
in modo saggio non fa altro che emozionare lo spettatore e  coinvolgerlo in maniera spiccata nello sviluppo della trama. 

A mio avviso, ottima l'interpretazione di Ewan Mc-Gregor (sarà che vedendolo in lingua originale mi son emozionato di più perché senti nella sua voce le sue delusioni che via via aumentano lungo tutto il film) e belle le musiche che accompagnano ed esaltano le due lotte finali. In una sola parola: epico!     

Ewan McGregor nei panni di Obi-Wan Kenobi. 
"I have failed you, Anakin"


Mastro Yoda



*in inglese Amygdala, quindi il cognome potrebbe non essere casuale...


giovedì 9 dicembre 2021

Suburra tutte le stagioni

Tranquilli, tranquilli qualcosa continuo a guardarla...Non scrivo da molto tempo ma negli ultimi anni ho trascorso del tempo a leggere libri di divulgazione (ad esempio “L'errore di Cartesio” di Antonio Damasio), guardare film (soprattutto dalla lista dei 1001 film da vedere prima di morire) e poche serie tv. Sia chiaro: mi piace guardare una serie tv ma inizio ad essere un po' stanco. Ho visto Black Sails, ottima serie sui pirati e probabilmente una delle serie più sottovalutate, e quando l'ho finita di vedere onestamente ero un po' stanco. Guardare una serie tv comporta una certa continuità di spreco d'energia mentale che va soppesato con il tempo usato a lavoro.

Detto questo, ho visto tutte e tre le stagioni di Suburra. Devo dire che la serie per quanto riguarda le prime due stagioni mi è piaciuta, una buona caratterizzazione dei personaggi, un buon ritmo nella messa in scena e buona interpretazione da parte di tutti gli attori (un aspetto negativo, soprattutto evidente nella seconda e terza stagione con l'ingresso di alcuni personaggi, è la mancanza di un minimo di lavoro di dizione che francamente non guasterebbe). Unica nota negativa che onestamente non viene spiegata nell'arco di tutte le stagioni è il rapporto tra Spadino e il fratello Manfredi ovvero non si conosce la causa dell'odio tra i due fratelli. Perché di fatto è uno dei fili conduttore di tutta la saga e che inciderà fino all'ultima puntata. La terza stagione è assai veloce. Composta di sole sei puntate ha un ritmo frenetico, belle scene d'azione ma fa dei salti narrativi notevoli; ci sono almeno due personaggi che spariscono d'incanto e alcuni personaggi fino alla fine della terza stagione non si capisce che direzione prenderanno, sempre a causa della non spiegazione del rapporto tra Spadino e il suo fratello (se penso alla profonda caratterizzazione del rapporto dei due fratelli in "Better Call Saul" c'è un abisso). E infine tutto quello che concerne la figura misteriosa della donna rossa è fumoso...

Insomma la terza stagione, se è veramente la stagione finale, è assai sconclusionata su alcuni fronti e non aggiungo altro sennò (s)cadrei nello spoiler. Guardate tutte le stagioni perché nel complesso meritano e fatevi la vostra idea. 

martedì 28 aprile 2020

Better Call Saul: quinta stagione


Siamo arrivati alla quinta stagione di questo spin-off. Fin dalla prima stagione questa serie ha cercato di brillare di luce propria e non di luce riflessa. Sicuramente fin dall’inizio aveva delle peculiarità in particolare la lentezza e i dettagli sul lungo campo (forse il picco di stupenda lentezza lo raggiunge nella quarta stagione, nella scena drammatica tra Mike e Werner). Per qualcuno aspetti negativi, per altri negativi. Onestamente mi aspettavo una stagione più spumeggiante con meno lungaggini anche in virtù del fatto che Bob Odenkirk aveva dichiarato che la quinta fosse la più bella. Diciamo come sono andate le cose: c’erano come al solito due binari narrativi, da una parte Mesa Verde, dall’altra il cartello. E Come al solito le emozioni si concentrano nelle ultime tre puntate. Tutto sommato la stagione mi è piaciuta ma onestamente la si sta tirando “troppo per le lunghe”… I personaggi li conosciamo ma Kim ha delle evoluzioni particolari che non so più chi sia Kim!  😊😊😊😊😊

Osservazioni personali
Credo che in Breaking Bad ci siano stati dei buchi di sceneggiatura, che di fatto portarono alla lite tra Gus Frig e Walter White. Iniziamo a ricomporre il mosaico: quando entra in scena Saul Goodman nella ottava puntata al 30 minuto dice a Jesse e Walt: “Chi vi ha mandati? Lalo?”. Jess ovviamente risponde “Chi????”. Lalo è sempre esistito ma noi non lo sapevamo o ci era sfuggito…A me era sfuggito. Siamo arrivati ad un anno da Breaking Bad e se è vero che Better Call Saul terminerà con la sesta stagione, a questo punto il possibile ricongiungimento si avvererà. Come avete capito, Lalo durante la seconda stagione è ancora vivo, quindi….Non so se torneranno Jess e Walter ma probabilmente verranno nominati in qualche dialogo…

Come tutti avranno notato Lalo è un villain incredibile, e forse per merito dell’interpretazione di Dalton, è il personaggio preferito da molti (me compreso). Riuscire a rendere simpatico un personaggio del genere ci voleva una buona follia (va dato merito a quanto pare a Peter Gould…). E comunque da questa immagine mi viene il sospetto che Vince e Peter abbiano preso spunto da Cetto La Qualunque…..

sabato 6 luglio 2019

Film della vita anni 90


Ecco a voi i miei film preferiti degli anni 90. Come potrete notare i film son quasi tutti famosi, credo che ci siano alcune sorprese e alcuni film all’epoca passati  inosservati. Partiamo da “Last action Hero”: fu un flop, e col tempo è stato ampiamente rivalutato. I motivi dell’insuccesso al botteghino non li conosco, forse la gente in quelle due-tre settimane non aveva voglia di andare al cinema😄😄😄😄. Altro caso, questa volta italiano: “OcchioPinocchio” fu un flop notevole al cinema, Francesco Nuti volle fare un film particolare, non proprio comico, la gente ovviamente si aspettava un film alla Nuti e quindi il flop fu una conseguenza. E per la cronaca stiamo parlando di uno che era veramente bravo alla macchina da presa…
L’anno prossimo vado a letto alle dieci” è uno di quei film misconosciuti che  a suo tempo ho recensito. “Codice omicidio 187” è uno di quei film sulla scuola americana da bronx con un grande Samuel Jackson. “Impiegati…male!” è l’ennesimo film cult rivalutato nel tempo: consigliato! “Il sapore della ciliegia” di Kiarostami è un film particolare ma che consiglio di vedere per capire come la mentalità di un popolo può avere un atteggiamento riguardo ad un progetto di suicidio. 
Ovviamente è una lista personale, comunque variegata, nella quale non ci sono film messi per esempio nella lista dei 1001 film da vedere. L’età dell’innocenza di Scorsese per esempio mi ha annoiato e anche i tre film sui colori di Kiesloski non mi hanno preso al 100%. Per non parlare di  Wong Kar Wai, i suoi film fatico a seguirli! Non vi sono film di Luc Besson, regista tecnicamente non male, ma i suoi film non hanno una sceneggiatura “impeccabile”. Qualcuno rimarrà stupito vedendo in questa lista film come Predator 2, I delitti del gatto nero o Blu Profondo, ma che ci volete fare, in fondo è una lista personale!


Edward mani di Forbice di Tim Burton
I delitti del gatto nero di John Harrison
Tremors
Atto di Forza di Paul Verhoeven
Linea mortale di Joel Schumacher
Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese
Predator 2 di Stephen Hopkins
Maledetto il giorno che t’ho incontrato di Carlo Verdone
Donne con le gonne di Francesco Nuti
Le comiche di Neri Parenti
Terminator 2 di James Cameron                                         
Mio cugino Vincenzo
Thelma e Louise di Ridley Scott

La moglie del soldato di Neil Jordan
Senza Tregua di John Woo
Mio cugino Vincenzo
I trasgressori di Walter Hill
Ballroom di Baz Luhrmann
La casa nera di Wes Craven

Caro diario di Nanni Moretti
Cuba Libre di Stephen Hopkins
Last  Action Hero di John McTiernan
Un giorno di ordinaria follia di Joel  Schumacher
Un mondo perfetto di Clint Eastwood
Ricomincio da capo
America oggi di Robert Altman
Cliffangher
Demolition Man
Speed di Jan De Bont
L’ultima seduzione
OcchioPinocchio di Francesco Nuti                        
OcchioPinocchio
Intervista col vampiro di Neil Jordan
Forrest Gump
Le ali della libertà
True Lies di James Cameron
Pulp fiction di Quentin Tarantino
Apollo 13 di Ron Howard
Cosa fare a Denver quando sei morto
Dal tramonto all’alba
La scuola di Daniele Lucchetti
Goldeneye
Viaggi di nozze
Strange Days

Trainspotting
The Rock
Sergente Bilko
Scream di Wes Craven
Casinò di Martin Scorsese
Fuga da Los Angeles di John Carpenter

Codice omicidio 187   di Kevin Reynolds                                          
Codice  omicidio 187
Face-Off di John Woo
Full Monty di Peter Cattaneo
Starship Troopers di Paul Verhoeven
Tre uomini e una gamba
Con Air 





L'allievo di Brian Synger
Il sapore della ciliegia di Abbas Kiarostami
L.a Confidential

Buffalo 66
Il negoziatore
La cena dei cretini
Soldi sporchi di Sam Raimi
The Truman Show
Tutti pazzi per Mary
L’estate di Kikujiro di Takeshi Kitano
American beauty  di Sam Mendes
Impiegati…male!
Matrix
Blu profondo di Renny Harlin

Ps Come vedete nella lista c’è un film di Abbas Kiarostami. Ho visto altri film del regista iraniano e devo dire che non mi sono piaciuti. Tutti i film hanno uno stile documentaristico ma "Il sapore della ciliegia" ha una dimensione tutta sua.

martedì 21 maggio 2019

Trono di Spade_la fine (purtroppo con spoiler)


E’ giunta dopo ben otto stagioni la serie del Trono di spade(non la serie di libri da cui è tratta) alla conclusione. Come ben saprete molti fan non sono affatto contenti di questa stagione, di come si è evoluta. In effetti a mio avviso la trama in alcuni punti è frettolosa, raffazzonata si passa da una scena ad un’altra in modo quantico e non continuo, lasciando lo spettatore un po’ perplesso. Alcune scene son ben girate e dotate di una bella fotografia, causandoci un ottimo coinvolgimento emotivo. Ma manca qualcosa…..manca il filo conduttore!
Come scrissi una volta, il trono di spade è eccessivamente ricco di personaggi. Pensateci un attimo: nella quinta stagione vengono introdotti i personaggi femminili di Dorne, le Serpi della Sabbie. *****Spoiler****Una delle tre, Tyene Sand, era ancora potenzialmente viva anche se avvelenata e anche la madre Ellarya Sand. Mi sarei aspettato che Bronn facesse qualcosa o almeno un colpo di scena. Invece niente. Nell’ottava stagione non compaiono, Cersei non va nemmeno a trovarle??? E allora che senso ha fare otto stagioni se alla fine quando è finalmente ora di arrivare al dunque, acceleri (tu sceneggiatore che hai contro un sacco di fan!) e personaggi inseriti in altre stagioni, spariscono nel nulla proprio nell’ottava stagione (oltre alle Sand, anche Bronn si vede pochissimo)?? E personaggi mai visti ricompaiono di botto proprio alla fine!! La verità è che questa serie è talmente lunga che si fa fatica a ricordare da dove si è partiti, e qualcosa ci rimane impresso e qualcos’altro meno, molto meno. Pensate a Breaking Bad: cinque stagioni, qualche inserimento di qualche personaggio in più durante il proseguo delle stagioni ma senza “incasinare” il tutto!
Un altro ****Spoiler**** che poi è un mezzo spoiler: dalla profezia Cersei doveva morire ma se pensiamo a quello che succede nella sesta stagione, mi aspettavo una morte diversa se pensiamo a quello che succede nella puntata finale della sesta stagione. Ovvero rimane li come una scema ad aspettare che arrivi il drago Drogon a bruciarla??? Mi sarei aspettato un tentativo di fuga, una contromossa …invece nulla! Cersei è diventata stupida tutta in una volta, la bionda regina di mille cose è diventata pazza (accelerazione repentina dell’evoluzione del personaggio)…..e insomma contenti voi, contenti tutti…
In conclusione la serie che ci ha tenuto incollati (tra alti e bassi) al piccolo schermo è finita e noi continueremo a vivere la nostra vita, ripensando a tutte quelle volte che ci ha infuocato spiritualmente. Certo questa stagione è stata frettolosa e ha un po’ rovinato  un lavoro iniziato quasi dieci anni fa….  

domenica 14 ottobre 2018

Better Call Saul - Quarta stagione



Facciamo un riassunto: nella prima stagione c’era Jimmi (non ancora Saul) e Mike. Nella Seconda subentra Hector Salamanca. Nella terza c’è anche Gus Frig. E nella quarta? No tranquilli, Walter White non è ancora tornato….ma ormai siamo li il ricongiungimento con la serie madre è al capolinea. Son ricomparsi personaggi di Breaking Bad, legati a Jimmi/Saul. Ci sono quasi tutti.....


Ma parliamo della quarta stagione. E’ sicuramente una stagione buona, con dei momenti interessanti molto toccanti (la lettera di Chuck) e belli i flashback in cui c’è il fratello Chuck, veramente eccezionali! Ovvero due flashback uno a inizio sesta puntata e uno a inizio decima puntata. Due flashback che ci fanno capire che “non c’era nulla da fare”; tra i due fratelli non correva buon sangue, a tal punto da essere due estranei.
Eduardo SalamancaCome nella terza stagione, vi sono due binari narrativi: quello di Jimmi e quello di Gus Frig. Quello di Jimmi un po’ lento ma con qualche picco interessante (e divertente) e quello di Gus Frig, più movimentato in particolare nelle ultime due puntate, grazie all’ingresso di un nuovo personaggio che da brio, un brio alla “Breaking Bad”, ovvero Eduardo Salamanca! 

Comunque, facendo una mia personale mente locale credo la stagione migliore, quella che vive di luce propria e non riflessa, sia paradossalmente la prima, quella in cui Jimmi è ormai Saul, è li ad un passo ma poi gli autori hanno voluto dilatare per qualche anno tutto questo processo. Quella stagione dove c’era lui, sostanzialmente. Dove lui è il protagonista. Nelle ultime due stagioni chi era il protagonista? Lui, Gus Frig, Mike? I silenzi?
Better Call Saul è una serie nata per approfondire la figura dell’eccentrico avvocato, cosa riuscita nella prima stagione, ma poi a partire dalla seconda  ci sono lungaggini di sceneggiatura che francamente ancora non comprendo (per esempio non ho mai capito la sceneggiatura di quando Nacho va a casa del nerd Price a rubargli le figurine e droga).

Ovviamente ci sarà una quinta stagione, probabilmente definitiva. Non so se tornerà Walter White, la prossima stagione potrebbe anche finire un giorno prima dell’inizio di Breaking Bad o passare direttamente agli anni successivi in Nebraska.
In ogni caso non ci resta che attendere un altro anno...

Giancarlo Esposito - Gus Frig

mercoledì 3 gennaio 2018

Stranger Things: stagioni 1 e 2!

Anno stagioni 1-2: 2016-2017
Ideatori: Matt e Ross Duffer
Attori: Winona Ryder, David Harbour, Finn Wolfhard, Millie Bobby Brown, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin

Come ormai sapranno i miei accaniti lettori, alterno periodi in cui vedo solo esclusivamente film e periodo in cui guardo serie televisive. Da più di un anno ormai si parla tanto di una serie televisiva prodotta dalla piattaforma Netflix ovvero di Stranger Things.
E’ ambientata negli anni 80 e narra la storia di quattro ragazzini appassionati di scienza e di tanta amicizia. La prima stagione consta di 8 puntate e la vita di questi quattro personaggi si scontrerà con quello che verrà chiamato il sottosopra ovvero un altro mondo….
Allora senza stare a raccontarvi la trama, devo dire che personalmente la prima stagione non mi ha entusiasmato tanto, dato che la sua fama è notevole. Come ogni prima stagione vi è principalmente la caratterizzazione dei personaggi (ben riuscita merito anche dell'aver azzeccato gli attori) e l’evoluzione della trama è abbastanza lineare. Tuttavia non ci sono chissà quali colpi di scena che mi sarei aspettato data la celebrità di questa serie.


Nella seconda c’è l’ingresso di nuovi personaggi che danno linfa alla serie e rispetto alla prima stagione c’è più dinamicità, e ho avuto la sensazione di essere dentro la storia più in questa stagione che non in quella precedente. Per come la vedo io, questa seconda stagione completa la prima stagione, donando un pizzico di brio in più. E la preferisco rispetto alla prima che non mi aveva impressionato. Credo faranno una terza stagione definitiva e conclusiva.
In conclusione è una serie televisiva interessante, che ci fa sentire più giovani forse, che ci fa tornare a tempi spensierati, in particolare per chi ha avuto una bella infanzia e adolescenza (la cosa non mi riguarda perché nessuno decide il tuo anno di nascita ma a voi che ve ne frega?).





Paul Reiser








Ps Comunque visto che è una serie che affonda le proprie radici negli anni 80, e che nella prima stagione c'è stata la presenza di Matthew Modine, e nella seconda di Sean Astin e Paul Reiser, tutti attori anni 80, io vorrei che nella terza stagione in qualche modo i produttori e sceneggiatori decidessero di metterci Steve Guttenberg, celebre attore di film come "Scuola di polizia" o "Cocoon". Si potrebbe fare anche una petizione.....

sabato 14 ottobre 2017

Blade Runner 2049

Regista: Denis Villeneuve
Anno: 2017
Attori: Ryan Gosling, Ana De Armas, Sylvia Hoeks, Robin Wright, Harrison Ford

Ogni tanto se posso vado al cinema. Da quello che si evinceva dalla rete è che tale Blade Runner 2049 fosse un gran bel film. Quindi di conseguenza ho deciso di  andare a guardarlo. Con grandi aspettative. 
Due ore e mezza di film. Automaticamente si pensa: “Chissà cosa succede durante la visione di un film così lungo”. La risposta è: “Assolutamente quasi nulla”. Trama poco chiara, frammentaria, personaggi che vanno e vengono (Il cieco, interpretato da Jared Leto, chi è e che cosa fa???), film  lento per la quasi totalità della durata, ma di un lento direi disumano. Se vi piacciono i film con una bella fotografia (ed è l’estetica il pregio essenziale del film), eccovi accontentati. Ma le emozioni vanno supportate da una sceneggiatura, dall’anima di un film. L’anima che iniziano ad avere i replicanti. Loro si che hanno un’anima. Il film no.
Appena discreta l’interpretazione degli attori, ma molto meglio le attrici Robin Wright, Ana De Armas (l’ologramma) e Sylvia Hoeks (la replicante). Però tutti casi isolati. Non mi è sembrato di vedere un film ma piuttosto una sequenza di scene attaccate non so come. Forse non sono pronto per film fatti così.
Devo essere onesto: il film mi ha letteralmente gonfiato le palle. Due ore e mezza di noia. Ora in questi giorni sto notando commenti negativi come il mio e qualche commento positivo.
In conclusione: nelle sale è arrivato il film che doveva essere Il Film dell’anno (idea personale che deriva dalla pubblicità che ha avuto), un film che doveva mettere d’accordo quasi tutti e invece ha almeno spaccato in due parti pressoché uguali il pubblico. Almeno…. 


Ah, e poi c'è lui, Harrison Ford....sembra che dica: "Ma lasciatemi in pace...io che centro
con queste due ore e mezza di tedio???"

giovedì 22 giugno 2017

Better Call Saul terza stagione

Attori: Bob Odenkirk, Rhea Seehorn, Jonathan Banks, Giancarlo Esposito, Mark Margolis, Micheal Mando, Micheal Mckean.
Autori: Vince Gilligan e Peter Gould
Anno: 2017

Siamo giunti finalmente alla terza stagione. Eravamo rimasti alla discussione finale tra Chuck e Jimmy,   e del fatto che Chuck aveva registrato tale conversazione ad insaputa di Jimmy. Si riparte da li: quindi processo/scontro fra i due fratelli che sfocia tutto nella quinta puntata. Nel mentre, come si era dedotto alla fine della seconda stagione, torna Gus Fring e si ripercorre tutta la strada che porta alla stima e amicizia tra Mike e Gus. Ribadisco le sensazioni che ho avuto nella seconda stagione: di fatto anche qui non succede un granché e si è sempre nell'attesa che Jimmy diventi a tutti gli effetti Saul Goodman. C'è sempre una profonda caratterizzazione dei personaggi ma tutto a discapito della trama. O meglio della trama riguardante Jimmy, mentre dalla parte Mike-Gus qualcosa succede...
Per quanto mi riguarda il meglio di questa stagione sta tutta nelle prime cinque puntate. Ovvero: questo spin-off è un miscuglio tra Breaking Bad (e le parti più belle son proprio queste, vedasi la quarta puntata) e Better Call Saul e non si capisce dove gli autori vogliano "andare a parare". 
Insomma concludendo, nelle seconde cinque puntate il ritmo si dilata fino ai due finali: uno ovvio, l'altro un po' meno.
C'è stato anche un calo degli ascolti che mette in discussione il proseguimento con la quarta stagione. Della serie: Vince e Peter per caso ve la siete un po' cercata?

Mark Margolis

domenica 15 gennaio 2017

Passengers

Regista: Morten Tyldum
Attori: Jennifer Lawrence, Chris Pratt, Laurence Fishburne, Micheal Sheen
Anno: 2016 (Dicembre) 

Dopo tanti mesi, rivado al cinema (ultimo film visto “Lo chiamavano Jeeg robot”) e decido di vedere un film di fantascienza ovvero Passengers.
Qualcuno si è rotto di vivere sul pianeta Terra, ha deciso di cambiare vita e di partire per un pianeta “un pelino” distante, tant'è che il viaggio dura un centinaio d’anni, nonostante l’astronave viaggi a ben metà della velocità della luce. I passeggeri vengono quindi ibernati per parecchi anni e l’astronave è a prova di tutto; così dicevano i vari ingegneri. Ma qualcosa va storto e un passeggero viene risvegliato, per sua sfortuna, in anticipo. Un po’ troppo in anticipo.
Il film è un Robinson Crusoe nello spazio con la differenza di avere a disposizione tanta divertente tecnologia al proprio servizio. Ma è chiaro che il divertimento finisce se non lo condividi con qualcun altro. E in effetti il messaggio del film è questo: la solitudine è una brutta bestia, abbiamo bisogno in qualche modo di completarci, in fondo se esiste il protone, deve esistere l’elettrone e così via.
Visivamente è un piacere per gli occhi. Storia divisa in tre parti (solitudine, love story, final action) quindi la sceneggiatura non approfondisce tanto il tema della sopravvivenza attraverso i dialoghi ma forse più attraverso l’azione finale. Nel complesso il film mi è piaciuto per come si è svolto, in particolare per i bei  scenari, emozionanti, per l’azione nel finale e per le citazioni-omaggio (come “Shining” e direi anche una simpatica forse involontaria citazione di una scena del film “Così è la vita”). Qualcuno potrebbe dire che il finale è inverosimile: ma almeno è la dimostrazione superfantascientifica che l’uomo/donna deve essere più importante della macchina e non viceversa. Bravi gli attori, in particolare la Lawrence e il maggiordomo androide interpretato da Micheal Sheen.
Piccolo appunto finale: guardando il trailer e ascoltando con attenzione gli ultimi secondi, in effetti la sensazione che dovessero fare un altro film c’era. E in effetti Andy Garcia che compare per sette secondi è un mistero…..

In conclusione, ripensando ad alcune scene finali forse il film è stato girato di fretta e le idee che avrebbero portato a battere altri sentieri erano altre, o per fare un film diverso o più completo. Comunque ribadisco: il film mi è piaciuto e lo trovo più che sufficiente.





domenica 1 gennaio 2017

"Caro Bogart una biografia" di Jonathan Coe

Come qualcuno saprà ho finito di leggere il libro mezz’ora prima di Capodanno. Tradotto in altri termini: ero tranquillo nella mia stanza a leggere un libro di cinema come se fosse un giorno qualunque.
Devo ammettere che il libro è scritto in modo scorrevole, intelligente, interessante il che velocizza assai la lettura. Come ogni biografia, in questo caso quella di Humprey Bogart, occorre conoscere almeno parzialmente la filmografia di tale attore per apprezzare al meglio il libro. Proprio recentemente ho comprato
Humprey Bogart e László Löwenstein in "Il mistero del Falco"
4 dvd racchiusi nella stessa custodia contenente i seguenti film: “La foresta pietrificata” “Strisce invisibili” “Il sapore del delitto” e “Il mistero del falco” (questi ultimi due li consiglio). Dopo averli visti, e avendo già di mio una buona conoscenza della filmografia del Bogart anni 40-50, ho iniziato a leggere il libro. Jonathan Coe ripercorre la carriera di Bogart dagli esordi in teatro passando per i primi film, agli anni del successo iniziato con “Una pallottola per Roy” “Il mistero del falco” "Casablanca" per poi arrivare agli ultimi anni, quando prendeva piede il nuovo metodo di recitazione (metodo Stanislavskij) e volgeva al termine la sua epoca.

Tale libro è ricco di aneddoti (per esempio “Casablanca”) ma l’originalità della scrittura sta nel far emergere l’affinità tra Bogart e i suoi personaggi; certi suoi film, son belli proprio per la sua presenza. Coe insomma ha scritto una biografia quasi come se fosse un romanzo (ad esempio "Il mistero del falco" è stato il momento cruciale di tutta la sua carriera grazie al rifiuto dell'attore George Raft!). In conclusione, vi consiglio di leggerlo e eventualmente pubblicherò la mia personale filmografia consigliata del “Bogie”.      

martedì 27 dicembre 2016

Gli anni 80 riassunti con urla!!!!

Tranquilli, tranquilli. Non scrivo da tempo, ed è una pausa che durerà ancora per mesi. Ma non smetto di essere cinefilo: semplicemente guardo e accumulo più film possibile. Inoltre leggo libri sul cinema come "Il cinema secondo me" interviste con Luigi Comencini, che per assimilare al meglio occorre aver visto i film riguardanti quel regista.
Comunque per farla breve godetevi le feste e con tre foto vi riassumo gli anni 80 conditi da gesti focosi!





sabato 30 luglio 2016

Film della vita: anni 80

A distanza di più di un anno, ritorno con una lista di film ai quali sono affezionato da tempo o addirittura di recente. Dopo gli anni 70, questa è la volta degli anni 80! Come tutti sanno, quando uscì Star Wars nel 1977 la storia del cinema fu segnata. Purtroppo in modo negativo perché diede il via definitivo al business cinematografico e come conseguenza negli anni 80 ci furono tante produzioni commerciali alcune buone altre meno. E in parallelo nacque sempre più il cinema indipendente. 
Questa è una lista variegata, criticabile da qualche snob intellettuale, però almeno è discretamente "originale". E ovviamente soggettiva; per esempio non sono mai stato rapito dal primo film con protagonista Indiana Jones “I predatori dell’arca perduta”, mentre in questa lista il successivo “Indiana Jones e il tempio maledetto” c’è.
Non so perché!


L'amante in città....la moglie in vacanza di Sergio Martino
L’aereo più pazzo del mondo di David Zucker, Jim Abrahams, Jerry Zucker
Nessuno ci può fermare di Sidney Poiter
Bianco rosso e verdone di Carlo Verdone
Tomas Milian - Bombolo in "Delitto al ristorante cinese"


Delitto al ristorante cinese di Bruno Corbucci                
Pippo Franco in Ricchi ricchissimi praticamente in mutande
Delitto sotto il sole  di Guy Hamilton
Spaghetti a mezzanotte di Sergio Martino
Solo per i tuoi occhi 007 di John Glen
Ufficiale e gentiluomo di Taylor Hackford

La cosa
Donna nuda - Robert de Niro - James Woods in C'era una volta in AmericaPorky’s di Bob Clark
La cosa di John Carpenter                                                  
Vieni avanti cretino di Luciano Salce
Ricchi, ricchissimi....praticamente in mutande di Sergio Martino
Rambo di Ted Kotcheff
Una poltrona per due di John Landis
Scarface di Brian de Palma
Renato Pozzetto - Enzo Garinei in Il Ragazzo di campagna
Local Hero    di Bill Forsyth                                              
C’era una volta in America  di Sergio Leone   




Il ragazzo di campagna     di Castellano e Pipolo
L’allenatore nel pallone di Sergio Martino
Amadeus    di Milos Forman
Indiana Jones e il tempio maledetto di Steven Spielberg
Karate Kid di John Avildsen
Terminator di James Cameron                                              
Arnold Schwarznegger in Terminator
Scuola di polizia di Hugh Wilson
L'amore e il sangue di Paul Verhoeven
La messa è finita di Nanni Moretti
Rocky 4 di Sylvester Stallone
Ritorno al futuro di Robert Zemeckis
I Goonies di Richard Donner
A 30 secondi dalla fine  di Andrej Koncalovskij                                                                  
Andrea Roncato e Lino Banfi in L'Allenatore nel pallone
La mosca di David Cronenberg
Grosso guaio a Chinatown di John Carpenter
Una pazza giornata di vacanza di John Hughes
Regalo di Natale di Pupi Avati
Arnold Schwarznegger - Bill Duke in PredatorAliens-Scontro finale di James Cameron

Predator     di John McTiernan                                                                                       
Full Metal Jacket di Stanley Kubrick
Chi ha incastrato Roger Rabbit? di Robert Zemeckis
Un pesce di nome Wanda  di Charles Crichton
Principe cerca moglie di John Landis
Die Hard- Trappola di cristallo di John McTiernan
Una pallottola spuntata  di David Zucker
Beetlejuice-Spiritello Porcello di Tim Burton
Compagni di scuola di Carlo Verdone
Francesco Nuti in Caruso Pascoski di padre polaccoCaruso Pascoski di padre polacco   di Francesco Nuti                                             
L’attimo fuggente di Peter Weir

Willy Signori e vengo da lontano di Francesco Nuti

lunedì 11 luglio 2016

La favola.......

Più o meno è andata così....come nella favola di Cenerentola.......la falena sta a Cr7 come la fata Smemorina sta a Cenerentola!



                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       
Per la cronaca il Portogallo ha vinto gli Europei di calcio 2016!